La storia

Le prime testimonianze del luogo risalgono al periodo villanoviano-etrusco-romano, come dimostra il ritrovamento della cosiddetta “ciotola di Limentra”, con un’iscrizione in caratteri latini arcaici tradotta in “Appenino allontana il fuoco”. Nel corso dei secoli, il monte ha assunto diverse denominazioni, tra cui “Monte Palense” e “Monte di Giove”, con riferimento a culti pagani, e infine Monte Santa Maria. A partire dal XI secolo, con la costruzione della chiesa di Santa Maria, il luogo divenne un importante centro devozionale, con una forte impronta orientale. La chiesa, menzionata per la prima volta in un documento del 1054, fu più volte ampliata e restaurata nel corso dei secoli subendo varie trasformazioni ed alternando periodi di splendore e decadenza. Nel XIII secolo, in particolare, Montovolo divenne un punto di riferimento per la “riconquista” delle alte valli da parte del comune di Bologna e luogo di pellegrinaggio, anche grazie alla diffusione della leggenda di Sant’Acazio.

Nel Medioevo il santuario ha continuato ad essere un luogo di devozione, con la presenza nel Medio di conversi dipendenti della canonica bolognese di San Pietro e la costruzione di nuovi altari ed una cappella. Nell’Ottocento, il santuario fu oggetto di un importante restauro, che riportò alla luce la cripta della chiesa precedente l’attuale e altri elementi architettonici, fra cui gli splendidi capitelli del secolo XI. Oggi Montovolo è un importante luogo di culto e meta di pellegrinaggio, che conserva intatto il suo fascino storico e artistico. Le chiese di Santa Maria e Santa Caterina  conservano la loro struttura romanica. Sono costruite in opus quadratum da maestranze lombarde. Entrambe sono orientate con la facciata a ovest e l’abside a est.

Il panorama visibile dal sagrato della chiesa di  Santa Maria è notevole, spazia dal Corno alle Scale al Cimone