Il Santuario della B.V. della Consolazione

Il Santuario della Beata Vergine della Consolazione di Montovolo è un notevole esempio di architettura romanica montana risalente al XII secolo

La facciata è a capanna, in pietra locale. Il portale, rifatto ha una lunetta originale con una croce graffita, un arco, forse un arcobaleno, e la data 1211 con l’iscrizione “ROIP”, interpretata come “REGNANTE OTHONE IMPERATORE”. Al centro, una croce più grande e due colombe graffite che rappresentano simbolicamente i cristiani che vanno verso la croce. Sulla sinistra, un barbacane sosteneva l’antico campanile a vela, visibile in un’incisione del 1833 insieme al nuovo. Quest’ultimo campanile, costruita tra il 1831 e il 1835 da Don Giuseppe Pisi, ospita un orologio solare con un distico che indica l’ora “germanica o francese”.

Un giro attorno alla chiesa permette di apprezzarne la struttura. Sul lato nord, si trova un portico del 1703 per i pellegrini e la cappella del Rosario (tra Sei e Settecento). L’abside, con cornici e monofore (quella centrale fu tamponata nel Seicento), è stata liberata da costruzioni successive.

Sul lato destro, il portico ha colonne ottagonali, forse reimpiegate dalla chiesa precedente. Questo portico continuava ad angolo retto lungo la canonica fino al recente restauro, che l’ha riportato alla sua forma originale. Sul lato sud, si trova l’orologio solare.

L’interno, a pianta basilicale, è lungo circa 37 metri, largo 9 e alto 5,20. La chiesa è disposta su tre livelli (assemblea, presbiterio rialzato e cripta della chiesa più antica), ma in origine aveva solo due piani. Il soffitto ligneo ha dieci capriate, mentre il tetto è a coppi. La pavimentazione veneziana è del 1822. Le acquasantiere in pietra sono dei secoli XIII-XIV (quella di sinistra) e XVII-XVIII (quella di destra). I confessionali sono del 1677. L’attuale Via Crucis è moderna, opera degli allievi di Cesarino Vincenzi, in sostituzione di una più antica in terracotta (1752), rubata nel 1975.

Parete destra

Il muro ad angolo con la facciata non è in opus quadratum, perché fu realizzato per la costruzione del campanile ottocentesco. Sopra il primo altare, si trovava un crocifisso in legno (oggi non più presente). Poco oltre, un affresco del Settecento con tre santi: Rocco, Sebastiano e  Acazio è inserito in una cornice.

Parete sinistra

Dopo il confessionale, il primo altare è dedicato a Santa Lucia. Un affresco del Cinque-Seicento (di cui rimane la parte superiore) si trova sotto la zona della tela perduta. Più avanti, una cornice contiene una Sant’Anna con Maria bambina (Cinque-Seicento). La cappella del Rosario, realizzata nel Seicento, ha una statuetta della Madonna del Rosario (XVII secolo) e quindici quadretti dei misteri del rosario (attribuiti ad Antonio Crespi). I due lunettoni di Santa Caterina, con scene della vita della santa, sono stati recentemente collocati in questa zona nella parete sinistra della chiesa.

Presbiterio

Il presbiterio è sopraelevato e coperto da tre volte a crociera. Le colonne verso la navata e i capitelli romanici (con decorazioni a foglie d’acanto) sono elementi architettonici notevoli. Le monofore laterali sono strombate, mentre quella centrale fu accecata per recuperare la nicchia ove porre la statua della Madonna della Beata Vergine della Consolazione. Sopra le colonne, si trovano due decorazioni in pietra, che Bill Homes definì i “fiori del Montovolo” con una composizione geometrica di stesse con varie punte. La statua della Madonna della Beata Vergine della Consolazione  di circa 180 cm, in legno di sorbo. Nel presbiterio si trovavano reliquie ,tra cui quella della Santa Croce, in un reliquiario d’argento del 1725) e molti ex voto, ora custoditi in altro luogo. La festa principale è l’8 settembre.

Cripta

Sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria di Montovolo si trova una delle strutture più antiche e affascinanti di tutta la montagna bolognese: la cripta. Si tratta dei resti della più antica chiesa risalente al secolo XI, che fu interrata per costruire il presbiterio rialzato della chiesa nel 1211.

I resti suggeriscono che fosse l’abside  della chiesa più antica che, secondo Rubiani, era separata dalla navata da alcune colonne, poi riutilizzate nel portico esterno destro.

Le tre absidi semicircolari sono costruite in pietra arenaria locale. L’abside centrale ha una pianta a ferro di cavallo ed è profonda 2,10 m, mentre quelle laterali sono mezze ellissi. Queste ultime conservano ancora l’arco di ingresso. Le pareti curve sono scandite da arcatelle a fondo cieco. Le cinque arcatelle della centrale erano sostenute da colonnine con base quadrata, in gran parte perdute, mentre nelle laterali le arcatelle sono tre e poggiano su peducci a forma di trapezio rovesciato.

L’abside laterale destra si è conservata quasi integra, con la volta a conca. I due capitelli frontali a tre facce, che separano i tre vani, sono notevoli, così come i peducci.

I peducci, in particolare, mostrano rilievi arcaici di matrice bizantino-ravennate, con una serie di simboli cristiani:

  • coppia di pellicani con i colli incrociati: il pellicano è simbolo di Cristo che si sacrifica per l’umanità.
  • coppia di leoni accovacciati: il leone rappresenta la forza, il coraggio e la resurrezione.
  • coppia di uccelli che bevono a un calice: si tratta probabilmente di colombe, simbolo dei cristiani purificati dal battesimo e abbeverati al calice del sangue di Cristo.
  • un grifone: il grifone, con corpo di leone e testa d’aquila, è simbolo di Cristo nelle sue due nature, divina e umana.
  • decorazioni vegetali: gli alberelli a volute rappresentano la vita e la rinascita.