L’Oratorio di Santa Caterina
La chiesa di Santa Caterina d'Alessandria è un gioiello del romanico montano situata a poca distanza da Santa Maria
Si tratta di una costruzione realizzata in opus quadratum con dimensioni di circa 9,50 metri di lunghezza per 4,50 di larghezza. La facciata presenta un portale con lunetta e arco a tutto sesto, mentre la parte absidale mostra tre monofore. L’interno, a pianta rettangolare, è suddiviso in due campate con volte a crociera. Il ciclo di affreschi della prima navata presenta temi legati ai Novissimi: a sinistra l’inferno e a destra il Paradiso. Sul soffitto troviamo i quattro fondatori della teologia cristiana. L’autore di questo ciclo è ignoto, ma si tratta di un artista ben informato, di scuola toscana e o romagnola dotato di buona cultura pittorica datato alla seconda metà del XV secolo.
La prima campata della chiesa di Santa Caterina è dedicata ai Novissimi : Inferno , Paradiso e Purgatorio
Sulla parete di controfacciata, il Giudizio Universale si sviluppa attorno alla porta d’ingresso. A sinistra, il Leviatano divora le anime, mentre figure con zampogna e basco ,di difficile interpretazione, lo affiancano. Figure a testa in giù, forse identificabili con i simoniaci danteschi, si trovano tra i supplicanti. A destra, la scena della Resurrezione dei corpi è vivida: un angelo suona la tromba del giudizio, mentre i corpi emergono dalla terra. La figura in alto è stata interpretata da Alfeo Giacomelli come il profeta Elia in riferimento alla spiritualità carmelitana.
La parete sinistra è interamente occupata dal Paradiso. Al centro, la Vergine viene incoronata, circondata da cori angelici. Al centro l’arcangelo Michele, con la lancia che trafigge il drago e la bilancia per pesare le anime.
La sua presenza assume un significato particolare in una chiesa dedicata a Santa Caterina, poiché, secondo la leggenda, fu proprio questo arcangelo a ispirarla durante la disputa con i filosofi. Ai lati, gli apostoli ,riconoscibili dai loro attributi, profeti, fondatori di ordini, papi e vescovi. In basso, un gruppo di figure maschili e femminili è stato identificato come i committenti. Gli angeli che circondano la mandorla centrale, con vesti di colori diversi, alludono alla loro appartenenza ai tre cori della prima gerarchia angelica ,cherubini, serafini e troni. Angeli completano la scena.
La parete destra, purtroppo molto danneggiata, è dedicata all’Inferno. Al centro, un demonio mostruoso circondato dai dannati, sottoposti a pene di ispirazione dantesca, è immerso in un mare di fiamme. Figure identificabili con papi, vescovi e cardinali dai diversi copricapi sono presenti sulla destra.
La volta a crociera presenta angeli ceroferari nei pennacchi e i padri della Chiesa ,Girolamo, Gregorio Magno, Ambrogio e Agostino nei medaglioni. La presenza di questi ultimi è legata al fatto che Caterina, a causa della disputa con i filosofi, era invocata come protettrice della teologia.
L’arco tra le due campate presenta figure simboliche che collegano i due cicli di raffigurazioni: la Morte (a sinistra) e la Giovinezza (a destra), con una giovane donna (simbolo della fede) sotto la prima e la testa di un vescovo (la cui figura è stata parzialmente rovinata) sotto la seconda.
La seconda campata è dedicata alla vita di Santa Caterina d'Alessandria, raffigurata secondo la leggenda medievale
Gli affreschi dei due lunettoni destro e sinistro sono oggi collocati nella chiesa di Santa Maria. La parete di fondo mostra un loggiato a tre arcate con pilastri classici. Nella parte centrale, dove oggi si trova una monofora, era probabilmente raffigurata la scena delle nozze mistiche di Caterina, con una Madonna in trono col Bambino. Nei pennacchi, l’angelo annunciante ,a sinistra e l’Annunciata a destra . In alto, una Crocifissione tra due angeli con Maria e San Giovanni.
La volta a crociera presenta angeli nei pennacchi, il Padre Eterno e gli evangelisti Matteo, Marco e Giovanni nei medaglioni. Nella chiave di volta, il monogramma di San Bernardino.
Nella zona presbiterale, a sinistra, si trova il sarcofago che la tradizione identifica con quello di Santa Caterina, sul modello del santuario sul Sinai. Le incisioni di croci, palmette e altri simboli richiamano il martirio.
All’angolo destro del presbiterio si trovava una punta di lancia (oggi trafugata) che la tradizione attribuiva al martirio di Sant’Acazio. Addossata alla parete destra, una statua policroma settecentesca raffigura Santa Caterina.